NON SOLO INFRASTRUTTURE: L’ASTANA INTERNATIONAL FINANCIAL CENTER


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Paese con immense risorse minerarie, ma anche importante produttore di prodotti agricoli, 2,725,000 chilometri quadrati per appena 18 milioni di abitanti, crocevia essenziale per le Nuove Vie della Seta, il Kazakhstan è legato sempre più economicamente alla Cina, ma allo stesso tempo mantiene stretti legami politici ed economici con la Russia. Parte sia della Shanghai Cooperation Organization, un’alleanza politico-militare a guida russo-cinese, che dell’ Unione Economica Euroasiatica, che esclude invece la Cina e raccoglie essenzialmente le ex repubbliche sovietiche, il Kazakhstan è stato scelto come trampolino di lancio per il progetto Belt and Road dal presidente Xi Jinping, che ne ha parlato proprio per la prima volta ad Astana nel 2013, definendola allora come la “Cintura Economica della Via della Seta” (Silk Road Economic Belt).  La direttrice ferroviaria principale che dalla Cina va verso l’Europa passa infatti per il paese e cosi’ passano per il paese i principali gasdotti e oleodotti che collegano l’Asia Centrale alla Cina.
 
Il paese si prepara ad ospitare l’Expo 2017 che si svolgerà ad Astana, la capitale, dal 10 giugno al 10 settembre, cui l’Italia partecipa con un proprio padiglione.  Ma non vuole fermarsi qui e sta pensando ad un progetto ancora più ambizioso: l’Astana International Financial Center, un centro finanziario che promette di eguagliare Dubai come funzionalità e facilità di operare per il settore finanziario.
  
L’obiettivo del governo kazako è quello di creare un’area soggetta a regole completamente diverse dal resto del paese:  nell’International Financial Center infatti si applicherà il diritto inglese e non quello kazako, in quanto la common law è già il sistema cui sono soggette transazioni finanziarie in gran parte del mondo.   Questo significa per esempio che contratti firmati nella zona saranno regolati dal diritto inglese. L’inglese verrà anche utilizzato come lingua dell’amministrazione all’interno della zona, e saranno semplificate le procedure di costituzione delle società e concessione di visti di lavoro al personale straniero da queste impiegato, in base al principio del “one stop shop”.   Verrà anche applicato un regime di “visa waiver” per i cittadini di gran parte dei paesi europei, compresa quindi l’Italia. Le attivita’ commerciali e finanziarie si svolgeranno all’interno di un quadro regolamentare separato dal resto del paese ed in linea con gli standard internazionali soprattutto in merito alla protezione degli investitori e alla trasparenza.  

Guidato dall’ex vice primo ministro e ministro dell’economia Kairat Kelimbetov, lo AIFC sarà pienamente in funzione dal gennaio 2018,  e ambisce dichiaratamente a diventare il “centro finanziario internazionale per l’Asia Centrale, l’Unione Economica Euroasiatica, il Caucaso, la Cina Occidentale e l’Est Europa”.   E’ prevista anche la creazione all’interno del centro di una “unità’” specifica per la Belt and Road Initiative ed i finanziamenti ad essa collegati. 

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